martedì 7 dicembre 2021

LA PAROLA AL PRESIDENTE CARBONE

Arrivati quasi a metà stagione sportiva, rubiamo un po’ del prezioso tempo al Presidente del nostro sodalizio viola per parlare un po’ del presente, ma anche quello che potrà essere progettato per il futuro prossimo. Nel calcio, come nello sport in generale, i Presidenti lavorano parecchie volte dietro le quinte lasciando il palcoscenico a giocatori ed allenatori, però sono quelli che devono tirare sempre le fila, nel bene e nel male. Secondo Lei dovrebbero meritare più attenzioni e magari più considerazioni anche da parte degli organi federali? “Gestire una società sportiva negli ultimi anni è come gestire un’azienda. Oramai anche qui tra responsabilità, adeguamenti, burocrazia e gestione delle strutture, ogni giorno ci sono molte cose da fare. Diciamoci pure con estrema franchezza che ogni anno arrivare a concludere la stagione sportiva con tutte le cose al loro posto, senza imprevisti o sorprese è per un presidente un ottimo risultato quasi paritario alla vittoria di un campionato giocato sul campo. Gli organi federali dovrebbero sicuramente dare più attenzione e considerazione alle nostre parole e magari ogni tanto affiancare le società del territorio per rendersi conto delle problematiche quotidiane che ci sono” Ma veniamo a quello che ci riguarda più da vicino, da quando Lei è entrato a far parte della dirigenza viola (ormai più di dieci anni fa) le sembra cambiato il movimento dilettantistico? Trova differenze o paragoni? “Siamo consapevoli che il mondo del calcio dilettantistico non sta attraversando un buon momento, sicuramente accentuato anche dalla presenza del Covid e un esempio lampante della difficoltà attuali che ci sono in Federazione è sicuramente quello nel reclutare nuovi arbitri e quelli che ci sono devono arbitrare due partite nel week-end. Poi tra mille partite trasmesse alla tv, i telefonini e i social, secondo me non c’è tanto futuro per il movimento dilettantistico del calcio. Una volta, una partita della squadra del paese era vista e seguita da molte persone poiché era un evento di aggregazione sociale. La persone oltre ad andare saltuariamente al bar la sera durante la settimana, attendevano a gloria la partita della domenica per scambiare due chiacchiere e parlare delle cose successe in paese nei giorni precedenti all’evento” La crisi generale dovuta alla pandemia ha rallentato il mondo intero, e anche il calcio dilettantistico si è dovuto rimodellare. Secondo il suo parere il futuro è tornare un po’ al passato, ossia calciatori del posto e che mettono la passione davanti ad altri interessi? Ormai non penso ci sia più molta differenza tra calciatori del posto e forestieri. Sicuramente l’errore che noi presidenti e direttori sportivi facciamo è ogni anno rincorrere i giocatori che hanno il “nome” con una carriera molte volte lunga già alle spalle. Dobbiamo smettere di illuderci che questi giocatori vengono a giocare per passione, oramai al mondo di oggi conta solamente il compenso che percepiscono, poiché arrivati ad una certa età il calcio per molti di loro passa in terzo o quarto piano Dobbiamo iniziare a dare molto più spazio a giocatori giovani, se del posto meglio, che non hanno ancora responsabilità importanti nella vita quotidiana e che vivono il mondo del calcio come una cosa di primaria importanza. Questo è quello in cui noi responsabili dell’allestimento della squadra ci dobbiamo concentrare per il futuro” La stagione della nostra Larcianese sta andando avanti con forse più bassi che alti …. C’è ancora la possibilità di disputare una buona seconda parte di stagione? “Come si dice, la speranza è l’ultima a morire…. Sono molto amareggiato perché la nostra squadra non ha raccolto quanto seminato fino ad oggi. Non abbiamo demeritato con nessuna squadra che abbiamo incontrato, anzi sotto il profilo del gioco abbiamo sempre fatto delle ottime prestazioni. Ci manca in questo momento la serenità e specialmente la freddezza davanti porta ma sono fiducioso che entrambe le cose si possono trovare in breve tempo” Capitolo impianti sportivi: per adesso Larciano sembra essere una passettino indietro rispetto ad altre realtà simili per quanto riguarda l’ammodernamento e la funzionalità dello stadio. L’Amministrazione è cambiata da poco, ha già avuto modo di parlare di questo argomento? “Pur avendo un impianto sportivo di livello superiore rispetto a molti altre società di questo campionato, ci sono molti interventi da fare dovuti all’usura dal tempo passato dalla costruzione dello stesso. Ho avuto modo di parlare la scorsa settimana con il nuovo assessore , la parte tecnica e con il sindaco è tutti mi hanno rassicurato che già da inizio 2022 inizieremo un percorso di ammodernamento del campo che porterà ad una nuova struttura e soprattutto ad un nuovo polo sportivo di alto livello nel nostro paese entro 5 o 6 anni. Cercheremo insieme di sfruttare le opportunità che la comunità europea sta iniziando a dare per gli impianti sportivi.” Ci avviciniamo al centenario del 2022 della gloriosa Larcianese, le chiedo una promessa e la concedo la possibilità di una richiesta da fare qui sul nostro notiziario? “La promessa che vorrei fare ai cittadini del mio paese è di cercare di riportare la squadra nella categoria che più la rappresenta ovvero l’Eccellenza. La richiesta invece da fare sempre ai miei compaesani è quella di riavvicinarsi alla squadra e di cercare insieme di riportare un po’ di gloria nella nostra società. La Larcianese non è ne mia e ne degli altri dirigenti ma di tutta la comunità e a volte, solamente venire a vedere una partita può aiutare a farla vivere altri 100 anni”